Le 4 cose che il Fantasy ha insegnato

Tutti i praticanti di Scherma e tutti i rievocatori hanno avuto, ci posso scommettere, contatti con il Fantasy. E tutti sanno che il Fantasy lavora di fantasia, come ovviamente dice il nome stesso. Molte persone con cui ho discusso – e talvolta litigato – sostengono che in un mondo di fantasia non occorre che ci sia logica, perché è per l’appunto di fantasia; ho tentato, spesso invano, di spiegare che è una delle differenze tra un buon libro/film/videogame e uno cattivo. Il motivo è che tramite un’opera di fantasia che conserva una buona logica interna (magari pur comprendendo magia/mostri/cazzi a mazzi) si ottiene la sospensione dell’incredulità, fondamentale per un buon Fantasy e della quale non mi soffermo a parlare, perché sono già all’interno di una digressione e questo non è, dopotutto, un articolo che parla della narrativa.

In questo articolo voglio commentare alcune delle nozioni riguardanti Scherma e armi che il Fantasy ha insegnato alla gente come corrette nel corso degli anni; mi concentrerò sulle cose che si vedono nel Fantasy ma che la gente crede vere anche storicamente e nella pratica. Chi tira di Scherma e ha un po’ d’esperienza nel maneggio delle armi si sentirà bruciare dietro gli occhi leggendo questa lista.

Il principale responsabile.

Il principale responsabile.

 1. Le asce sono grandissime e pesantissime e all’impatto fanno un sacco di danni.

Comodissima e perfettamentte proporzionata.

Comodissima e perfettamente proporzionata.

Tutti i guerrieri Fantasy che usano un’ascia (di solito il nano o l’orco, o razze simili) portano questo assurdo tipo di arma: la padella. Bipenni o meno – dell’assurdità della bipenne ne parlerò in altra occasione – l’ascia nel Fantasy deve essere mostruosa e grande al punto di essere impossibile da portare con sé in modo pratico. E spesso, forse perché traspongono direttamente da videogiochi e illustrazioni, si vede gente fare LARP e ahimé anche rievocazione con affari enormi e inutilizzabili.

L’equazione più peso uguale più danni funziona, e non lo metto in dubbio. Il punto qui è il rapporto tra danni e maneggevolezza. Voglio un’arma che contemporaneamente metta a segno colpi tali da menomare o uccidere e che sia veloce in modo ragionevole, in modo da gestire le situazioni caotiche che il più delle volte si vengono a creare in un campo di battaglia. Le vere asce erano così:

Teste d'ascia dell'Età del Bronzo, accanto ad alcune punte di lancia. Rinvenute nel Suffolk.

Teste d’ascia dell’Età del Bronzo, accanto ad alcune punte di lancia. Rinvenute nel Suffolk.

Questo esempio è dell’Età del Bronzo, ma in epoche più recenti la sostanza non cambia. Sono piccole. E sono così piccole perché devo usarle per uccidere persone, non per tagliare alberi: quindi l’attrezzo che vado a realizzare sarà diverso in molte caratteristiche. È una regola da evidenziare e ricordare: le armi possono essere ispirate da attrezzi da lavoro, ma non significa che gli attrezzi da lavoro vadano bene come armi. Usi diversi implicano caratteristiche diverse.

2. Il Buckler è un piccolo scudo che si può fissare all’avambraccio, così da avere due mani libere.

Laddove il mito numero 1 potrebbe essere comprensibile a chi un’ascia non l’ha mai maneggiata, questo mi ha sempre messo in difficoltà. Non riesco a capire da dove può essere arrivato,  anche se so che si è diffuso a causa del regolamento di D&D.

Il Buckler (in italiano Brocchiero o Boccoliere, come volete) è un piccolo scudo, rimasto in uso per moltissimo tempo in tutta Europa. Va impugnato nella mano sinistra. Solo utilizzato così rivela la sua vera utilità. Molti “profani” della scherma mi hanno detto, vedendolo per la prima volta “ma a cosa può mai servire uno scudo così piccolo? Non copre quasi nulla!” ma il vero vantaggio sta nella rapidità con cui può essere spostato, per deviare un colpo avversario, coprire una zona critica (spesso mano, polso o avambraccio destro) e attaccare. Più di ogni altro scudo il brocchiero è a tutti gli effetti un’arma. Non capisco per quale motivo si dovrebbe legare al braccio, tanto più che a quel punto tanto vale mettersi il cannone d’avambraccio. È la pezza d’arme che copre l’avambraccio e, ovviamente, alla bisogna si comporta molto meglio di un brocchiero… Legato.

Poi tra chi fa LARP si arriva a vedere qualcosa del genere.

L'Arciere Blindato. Chissà come mai nel Medioevo non c'hanno pensato.

L’Arciere Blindato. Chissà come mai nel Medioevo non c’hanno pensato.

Non siate lui. Vi prego.

3. Le spade a due mani sono lente perché sono pesantissime, ma fanno un sacco di danni.

Gatsu da giovane, con la spada piccina. Poteva mancare lui?

Gatsu da giovane, quando usava ancora una spada piccola. Poteva mancare?

Ok, per questa prendo il buon Gatsu come mascotte. Per chi conosce la trama di Berserk: ho scelto appositamente una foto di lui da giovane, poiché Kentaro Miura ha spiegato, a seguito delle insistenti domande dei fan, che Gatsu riesce a maneggiare l’Ammazzadraghi per via dell’aura nera. D’accordo, ma l’arma che usava da quindicenne è scioccamente gigantesca anche per uno Schwarzy del 1975.

Laddove questi sono fumet manga, purtroppo ho parlato con gente convintissima che alcuni spadoni a due mani pesassero 10, 15, anche 20 chili mi è stato detto. Affari assolutamente inutilizzabili. Per dare un’idea, questa è probabilmente la più grande spada che secondo la storia è stata usata davvero in battaglia. La spada di Pier Gerlofs Donia, del quale certamente parlerò in futuro:

piergerlofsdonia

Questa foto è stata scattata al museo Fries di Leeuwarden nel 1953, e l’arma è alta 2 metri e 15 centimetri. Quanto pesa? Questa, la più enorme arma che sia stata – forse – davvero usata pesa 6,6 chili. Capite da soli quali dimensioni prende un’arma da 10 chili, senza considerare nemmeno quelle da 15 o da 20.

In definitiva, come nel caso dell’ascia: molto peso significa molti danni, certo, ma questo non vuol dire che devo portarmi appresso un’arma che mi impedisce di fare… Praticamente qualunque cosa. Una spada a due mani forgiata bene è tutto tranne che lenta. Numerosissimi video lo dimostrano, eccone uno.

 4. Le armature sono pesantissime e rallentano moltissimo chi le indossa. Per battere qualcuno in armatura basta essere veloci.

Volete un fazzolettino?

Volete un fazzolettino?

Qualcosina sulle armature, via. Questa è una cosa che ho sentito spessissimo: l’armatura che dà uno svantaggio terribile perché, essendo che rallenta i movimenti, vengo fregato da qualcuno più veloce di me.
Ora, bisogna tener conto dei vari tipi di armatura che esistono, che non sono pochi. È già abbastanza sciocco parlare di “armatura” senza specificare altro. Ma la domanda è: quanto deve essere fatta male un’armatura perché gli svantaggi che dà superino i vantaggi?
Ho fatto poca esperienza personale con cotte di maglia, ho pratica invece con armature cinquecentesche. E posso dire che in uno scontro tra due tizi, uno leggero e l’altro in armatura dei primi del ‘500, anche se l’armatura fosse non a misura e anche se fosse una riproduzione moderna non a livello dei capolavori del tempo, scommetterei un bel pacco di soldi sul tizio che s’è portato l’armatura.
La risposta è quindi “molto male”. Nella storia, chiunque facesse il mestiere delle armi e non fosse direttamente fornito da un signore investiva i primi soldi in parti d’armatura. Perché, maledizione, è quello che ti fa restare vivo.

Riguardo alla lentezza, questo è un ottimo video d’esempio.

 

Quest’articolo d’Agosto termina qua. Spero di potervi deliziare presto con cose più serie, anche se di mezzo c’è la sessione d’esame di Settembre. A presto!

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22 risposte a Le 4 cose che il Fantasy ha insegnato

  1. vodacce ha detto:

    complimenti per il tuo articolo…. da salvare nei preferiti per farlo leggere a tanti giocatori/master di D&D

  2. vodacce ha detto:

    L’ha ribloggato su Cronache del gatto sul fuocoe ha commentato:
    Raramente ribloggo un articolo ma questo secondo me va letto da tutti i master e/o giocatori di D&D per togliersi certe idee malsane su come funzionavano armi e armature 🙂

  3. ursha ha detto:

    L’ha ribloggato su Iho's Chroniclese ha commentato:
    Un ottimo saggio su alcune cose che bisognerebbe tere un pelino a mente quando si fa GdR. Dico che il vero peso delle spade a due mani non lo conoscevo.

  4. -lirin- ha detto:

    L’ha ribloggato su Appunti sparsi di una nerde ha commentato:
    Parlavamo un po’ di tempo fa del realismo in un gdr, qui vengono spiegate le quattro cantonate che prendono i giocatori. Prossimamente conto di approfondire l’argomento 🙂

  5. Anonimo ha detto:

    Veramente un bell’articoletto, lo rimbalzo su Fb 🙂

  6. Pakap ha detto:

    Articolo molto interessante, davvero.
    Ero fermamente convinto che la spada a due mani pesasse molto di più… tutta colpa dei film!
    Una piccola domanda: solo io non riesco a vedere il video sulla velocità dell’armatura? Manca il link…

  7. Giacomo Marinaccio ha detto:

    caro TaurHEMAchia 2014 ( se ho capito bene il nome), il tuo articolo mi sembra molto buono: ci sono riferimenti storici e fonti autorevoli, e la tua erudizone in termini di armi e armature è certamente ampia. C’è tuttavia, un aspetto che mi sembra poco approfondito, in questo articolo: la differenza tra arma storica e arma fantasy: per quanto tu abbia specificato che questo tuo articolo volesse parlare di scherma e di armi, è mia opinione che “l’inghippo” sia tutto lì! Da ex giocatore di D&D e da appassionato di film e libri fantasy sono assolutamente d’accordo con te nel dire che non basta affidarsi alla sospensione dell’incredulità, per fare una buona narrazione, o usare grotteschi escamotage narrativi della serie “tanto è fantasy, posso metterci tutto”; d’altra parte sappiamo anche come le armi da guerra riflettano il periodo storico in cui sono state costruite. Nell’età del bronzo il metallo era poco e gli uomini piccoli, quindi le armi erano piccole, multiuso e maneggievoli, nell’età romana, con la riforma di Mario, si assiste ad una “produzione in serie” ante litteram di armi ed armature pensate per un esercito soprattutto di fanteria che si muoveva in falangi, quindi si hanno gladi ad una mano, “pilum” o lance corte, loriche segmentate, ecc… nel medioevo (con tutti i “salti indietro” sociali e non), non c’è più un esercito regolare e soprattutto un governo tale da realizzare “produzioni seriali” di armi ed armature, passando invece ad una produzione artigianale dedicata a pochi ricchi… e parliamo di una piccola parte di un mondo abitato da una sola specie umanoide…. se in un mondo esistessero elfi, uomini, orchi e nani, ognuno di questi popoli avrebbe sviluppato diversi tipi di armi in diversi periodi di tempo… quindi, alla fine, una favola è solo una favola: una spada fatta da una persona non umana, con caratteristiche non umane può essere molto esotica! ne è un esempio perfetto i film di Peter Jacson della saga de “il signore degli anelli”, dove (pur essendo fantasy) una spada era UNA SPADA, anche se magica (vedi Andùril). Comunque è un bell’articolo (scusa la digressione)

    • Toro Bianco ha detto:

      Innanzitutto, grazie del commento. 🙂 Certamente concordo con te per quanto riguarda la varietà delle armi che nel fantasy si possono trovare: varianti razziali di armi comuni, armi completamente nuove ottenute grazie a materie prime “di fantasia”, non presenti nel mondo reale… Ma il punto centrale di quest’articolo non era commentare ciò che del fantasy è poco realistico (avrei dovuto scrivere almeno il triplo), quanto descrivere gli erronei concetti che, partendo dal fantasy, si sono “trasferiti” come veri anche applicati alle armi storiche.
      Riguardo alle armi fantasy, la mia opinione è che è giusto che siano lontano dall’ordinario. Tu usi giustamente il termine “esotiche”. Ma c’è una bella differenza tra “esotiche” e “completamente inutilizzabili”. Che un’arma debba perlomeno SEMBRARE figa sono d’accordo, che funzioni negando completamente qualsiasi regola logica no. E c’è un mare di differenza nel mezzo. Nonché, la magia giustifica il tutto sino a un certo punto. Faccio un esempio, un orrore tutto Made in Italy, la spada di Nihal da copertina de “Le Cronache del Mondo Emerso”:

      Nessun ammontare di magia giustifica l’assenza di pomo, che in questo caso farebbe sì che l’arma scivoli dalla mano di Nihal ad ogni colpo. So bene che posso essere troppo pignolo, ma basta davvero avere un po’ più d’attenzione nel progettare e illustrare armi e altri oggetti (soprassiedo infatti su elmo e abbigliamento di Nihal, semplicemente terribili). Ad ogni modo, questo esempio l’ho fatto solo nel contesto di questo commento: queste analisi sono estranee allo scopo di questo articolo. 🙂

  8. pennymaster ha detto:

    Bellissimo articolo, hai un nuovo fan. Sono anni che recito un mantra simile anche nel mio blog nella sezione che ho appunto intitolato “miti da sfatare”.
    Bravo, e bravo anche Vodacce che mi ha fatto conoscere questo blog.

  9. Alon Padisha ha detto:

    eh , non ditelo a me
    senza arrivare alla spade a due mani, c’è gente che gioca con me che quando dico che una spada d’arme (quella che non correttamente in d&d si chiama spada lunga) storica pesava poco più di un kilo mi dice “ma, così poco?” vagli a far capire che ci devono combattere….
    sulla maglia di ferro ti dico che è abbastanza scomoda (ho fatto rievocazione del ‘200 e in seguito del tardo’300), di certo meno confortevole delle brigantine o delle vere e proprie corazze di piastre, ma ho visto gente muoversi molto veloce anche con usberghi con le maniche lunghe – probabilmente più pesanti di quelli originali
    ti sei però dimenticato i martelli da guerra, l’arma più bistrattata dagli illustratori fantasy… 🙂
    oberyn martell però nel libro la corazza ce l’ha, seppure leggera (si ok riesce anche a combattere velocissmo con una lancia da 2,40m con una mano sola…) non è che anche il vecchio martin …
    bell’articolo però!

  10. Pingback: Le 4 cose che il Fantasy ha insegnato | Blog di cronachedelgattosulfuoco

  11. Zweilawyer ha detto:

    Mi ero perso questo articolo! Che dire, negli ultimi anni ho trattato l’argomento sul blog tante volte, quindi concordo in pieno. Sulle asce fantasy si potrebbe scrivere un intero volume di aberrazioni oplologiche.

    • Toro Bianco ha detto:

      E altro arriverà! L’attacco all’oplologia e, più in generale, al buonsenso arriva da tantissime direzioni: Hollywood, scrittori scellerati, produttori di videogiochi che cercano di strafare… Il materiale di certo non manca!

  12. Conplimenti anche sull’articolo ma vorrei anche vedere un0articolo che sfata anche il mito della fisionomia del tipo :”più sono piccolo più sono agile,più sono grosso più sono forte”

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