Il Calendario degli Eventi HEMA da sincronizzare sullo smartphone!

Cari amici,
dopo un lungo periodo di silenzio, dovuto ai miei studi universitari, torno a scrivervi e a presentarvi una piccola novità. Non so se qualcuno l’ha già fatto, nel qual caso mi offro eventualmente di collaborare con lui, ma ho pensato di creare un calendario degli eventi HEMA condivisibile e che si possa sincronizzare direttamente sullo smartphone. È sufficiente avere una qualsiasi applicazione che supporti il formato iCal, ma certamente la modalità più semplice sincronizzarsi con il calendario è tramite l’applicazione Calendar di Android. Il calendario contiene luogo, data, ora e dettagli di tutti i seminari e tornei HEMA in Italia, assieme ad alcuni eventi esteri europei (selezionatissimi, in modo da non ricevere un volume troppo grosso di notifiche). Il calendario notifica automaticamente sullo smartphone ogni evento una settimana prima e due giorni prima, ma le notifiche sono personalizzabili: alla bisogna si possono modificare. La descrizione riporta anche la pagina Facebook dell’evento, se esistente, e i contatti di un referente.

La lista di eventi finora inseriti nel calendario:

XVI Torneo Nazionale di Scherma Storica UISP, Lucca, 9-10 Maggio
Meyer Convivium 2015, Roma, 30-31 Maggio
SPQ HEMA, Roma, 12-14 Giugno
Stage di Scherma Tedesca, Cagliari, 27-28 Giugno
Torneo CSEN “La Ghirlandina”, Modena, 5 Luglio
TaurHEMAchia 2015, Torino, 9-10-11 Ottobre
HEMÆSSINA 2015, Messina, 24-25 Ottobre
Swordfish 2015, Göteborg, 30-31 Ottobre e 1 Novembre

Come usufruire del calendario? Contattatemi! Vi aggiungerò nella lista di utenti che possono visualizzarlo. Potete scrivermi un messaggio sul mio profilo Facebook o mandarmi una email all’indirizzo mapegora [AT] gmail.com.

Siete organizzatori di un evento con tornei e/o seminari e vorreste che fosse inserito nel calendario? Contattatemi con le stesse modalità di cui sopra, e concorderemo in poco tempo! Il mio interesse è quello di fornire uno strumento ai praticanti italiani quanto più utile possibile, quindi vi invito a segnalarmi qualsiasi evento che mi fosse sfuggito.

Notate errori nei dettagli di un evento del calendario? Segnalatemelo! Correggerò immantinente ogni svista.

Se poi volete rimanere aggiornati sulle aggiunte al calendario e sui nuovi contenuti riguardanti la scherma storica che vengono pubblicati su questo blog potete mettere like sulla pagina Facebook di Ferro e Fuoco!

Buona giornata e… Happy fencing!

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Cosa non fare se siete venditori

Dopo un’abbondante pausa natalizia torno con un piccolo post molto pigro. La mia natura di studente universitario interessato sia alla scherma storica che alla rievocazione storica mi porta ad andare spesso a caccia di offerte su siti e su Facebook. Molte pagine Facebook aggregano proposte di vendita sia direttamente dai produttori che da rivenditori, o anche materiale di seconda mano; in ogni caso, spesso le offerte che vedo sono pubblicate dai venditori con mancanze che sarebbero facilissime da colmare e renderebbero la vita molto più facile a chi compra. Ho raccolto quindi alcuni degli errori più commessi da chi vende.
Pronti? Iniziamo.

Se non so che bilanciamento ha, non compro neanche un coltellino.

Partiamo parlando di armi. Pur sapendo che esistono rievocatori che non utilizzano le armi in alcun modo, ad esempio perché fanno solo sfilate, questo punto è importante: la grande maggioranza dei rievocatori usa le armi in qualche modo, e questo rende necessari dei requisiti di maneggevolezza. Laddove ormai chiunque ha imparato a pesare un’arma, noto che quasi tutte le inserzioni mancano di un parametro fondamentale riguardo a un’arma: il punto di bilanciamento (o baricentro). Trattasi del punto, situato sulla lunghezza dell’arma, sul quale l’oggetto si mantiene in equilibrio; di solito, parlando di un’arma con lama, viene espresso in distanza dall’elso o dalla mano che impugna. Ormai si sente sempre più dire point of balance (e relativa abbreviazione PoB) anche in italiano.

Punto di bilanciamento (PoB). Immagine da www.sword-buyers-guide.com.

Punto di bilanciamento (PoB). Immagine da http://www.sword-buyers-guide.com.

Un’arma può essere leggerissima per lo standard della sua categoria eppure essere immaneggiabile se il punto di bilanciamento è dove non dovrebbe essere.
Omettere volontariamente il punto di bilanciamento in un’inserzione di vendita di un’arma battle-ready ha senso solo se siete in malafede. Questo perche’ se sono interessato all’arma contatterò il venditore e la mia prima domanda sarà “qual è il punto di bilanciamento?”. Il venditore me lo scriverà, e il risultato è che se questa informazione fosse stata nell’inserzione avremmo evitato una perdita di tempo per entrambi.
A meno che, chiaramente, non stiate cercando di rifilare a qualcuno una spada che pesa come un lampione. In quel caso, omettere il PoB e sperare che qualche grullo la compri alla cieca e’ un’ottima idea.
Al proposito: chiedete sempre il PoB di un’arma, se siete interessati a comprarla, e comparatelo con quello rilevato sui reperti storici di quell’arma.

Vale più che altro per spade e sciabole; ci sono armi per le quali non occore specificare il PoB.

Dove vuoi che sia il punto di bilanciamento?

Dove vuoi che sia il punto di bilanciamento?

Se non so di che acciaio è fatto, non compro neanche un coltellino.

Ok, questione similare ma altrettanto importante. Oltre alle misure e al peso di un’arma ci sono in sostanza altre due cose che determinano le sue proprietà fisiche e meccaniche: il materiale con cui è fatta e, nello specifico per le lame, come è stata fatta la tempra. Ora, se i dettagli della seconda possono essere impossibili da far entrare in una inserzione, gli acciai moderni sono tutti contraddistinti da una comoda, bellissima e concisa designazione industriale. Differenti acciai hanno differenti proprietà e vanno bene per differenti armi o armature. Il 1070 non è il 1040 che non è il 51CrV4. Un acquirente non di primo pelo, all’atto di comprare un’arma, vi chiederà immediatamente di che acciaio si tratta, creando un effetto di perdita di tempo per tutti come quello sopra descritto. In questo caso siete perdonati se l’arma o l’armatura è di seconda mano, ma se siete produttori non potete passarci sopra.

E no, diciture come acciaio al carbonio, acciaio armonico, acciaio dolce, acciaio temprato o spring steel non bastano, perché non permettono di risalire alle precise proprietà del materiale.

E come prima, per chi compra: chiedete sempre il materiale, e verificate che sia di qualità almeno passabile.

La fonte storica è importante.

Se l’avete, datela. Se non l’avete, date almeno un riferimento per quanto riguarda il luogo e il periodo. Se non avete neanche quello, smettete immediatamente di dire in giro che di mestiere vendete articoli per rievocazione storica.
Spesso ci si fa prendere dal suppongo che. “Suppongo che quella cintura vada bene per questo periodo”, “suppongo che quest’arma fosse già in uso nel Quattrocento”, questo tipo di affermazioni non funziona. Anzi, sono un pericolo molto subdolo: sono proprio queste che creano o rafforzano miti difficili da eradicare.

"Suppongo che stoffa e cuoio neri vadano bene per il Duecento"

“Suppongo che stoffa e cuoio neri vadano bene per il XII secolo”

Quando il suppongo che lo usano i produttori, e ce ne sono, è l’inizio della fine.
Invece, seguite gli ultimi sviluppi della rievocazione in Italia che palesano la necessità di più filologicità e più accuratezza: allegate le fonti storiche alle vostre inserzioni, e costruitevi un’immagine che rifletta una ricerca della qualità negli articoli che proponete. Nel lungo periodo vi porterà maggiori vendite, ve lo garantisco.

E in ultima…

Abbiate le idee chiare sulla storia.

Ergo, evitate cose come questa:

"Gorgiera da cavaliere medievale, XVII secolo."

“Gorgiera da cavaliere medievale, XVII secolo.”

Per oggi è tutto! Alla prossima!

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Quiz per i conoscitori d’armi

Signori, questa sera pubblico un mini post per porvi una domanda. Ho un’arma da molto tempo, una due mani quattrocentesca – in stile Fiore per intenderci. Questa è una foto della punzonatura:

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Qualcuno sa dirmi il produttore?
Come ulteriori indizi posso dirvi che è di produzione ceca, e che è stata acquistata nel 2004 o 2005: pur avendo il codolo avvitato nel pomo è ben robusta, ed è stata usata (ma non abusata) per questi anni senza troppi problemi.

Avete informazioni? Lasciatemele qui sotto nei commenti! Arrivederci al prossimo articolo, e nel frattempo, potete ricevere gli aggiornamenti al blog tramite la pagina Facebook!

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1721: come identificare un falso Maestro di Scherma

Questo articolo è la traduzione di un pezzo di Jens P. Kleinau, tratto dal suo blog Hans Talhoffer. Se conoscete l’inglese, vi consiglio di seguirlo: è un artista marziale e praticante HEMA (scuola tedesca) molto esperto. Alcuni di voi probabilmente lo conoscono perché è fondatore del gruppo New Marxbrüder, o per la sua classe di Messer tenuta a HEMAC Florentia 2014.
L’articolo originale si può raggiungere qui.

So che dovrei pubblicare materiale originale, e ho più idee in corso d’opera: ma trovo più importante dare la precedenza alla sistemazione della sezione Fonti. Per ora le parti sul Flos Duellatorum e sull’I.33 hanno visto la luce, sebbene ovviamente siano in continuo aggiornamento e arricchimento. Nel frattempo, godetevi questo articolo riguardante il problema dei truffatori che si arrogavano il titolo di Maestri.


Georg Paul Hönn era un autore rinomato nel XVII e XVIII secolo. Il suo libro sulle frodi venne pubblicato in più edizioni: la prima nel 1721, e l’edizione da cui è tratta l’immagine qui proposta è del 1753. Fu avvocato e scrittore di successo; nacque a Norimberga il 12 Giugno 1662 da un membro del consiglio cittadino. Dopo il 1678-80 visitò Altdorf e Gröningen per studiare diritto, quindi viaggiò attraverso l’Europa, e nel 1685 ricevette il titolo di Dottore ad Altdorf. Morì a Coburg a 85 anni.

 

“Exercitienmeister betrügen –
1) Wenn Sie ihre Schüler sowohl im Fechten als Tanzen mit Fleiß lange aufhalten und solche nicht trefflich unter weisen.
2) Wenn sie allzu ungleiche in der Kunst mit einander contra fechten lassen, damit der Schwächere ausgelacht werde oder eines davon tragen möge.
3) Wenn sie ihre Schüler wissentlich untüchtige Rapiere in die Hände geben, welche oft beym ersten Stoß zerspringen, und den Fechtern nicht geringen Schaden zufügen, diese aber sodann solche bezahlen müssen
4) Wenn sie, da sie sehen, dass die Schüler aufeinander los gehen und einen gefährlichen Streich tun, nicht gleich dazwischen springen, sondern etwa den, welchen sie nicht wohl wollen, ein blaues Auge davon tragen lassen.
5) Wenn sie als sogenannte Klopf- oder Federfechter die rechte Fechtkunst nicht verstehen, und sich doch als Fechtmeister ausgeben.
6) Wenn sie ihre Tänze, für Tänze neuster Façon, die sie erst neulich aus Paris, gebracht hätten ausgeben, ungeachtet, dass solche schon seit vielen Jahren in Deutschland gebräuchlich gewesen sind.
7) Wenn sie aus ihre Schüler im Tanzen nicht wohl Acht haben, ob sie auch die Cad betrügerence halten, die Pas, Contretemps und dergleichen Tanz Manieren recht treffen, nur damit sie desto länger bei ihnen zu ihrer Perfektionierung das Tanzen treiben mögen.
8) Wenn sie aus denen Teatris, da sie ein Ballet in Komödie oder Oper machen müssen, sich sonderlich in Gegenwart fürstlicher Personen und fremder Herrschaften austeilen, als ob sie einen unglücklichen Sprung getan und den Arm zerbrochen oder eine Ader verrenkt hätten, damit die Zuschauer Ihnen aus Commiseration eine gute Beisteuer geben mögen.
9) Wenn Sie öfters, ihre Schüler Bälle zu halten veranlassen, damit sie bei solchem Schmaus, oder durch dergleichen Gelegenheit desto größerer Anzahl Schüler bekommen mögen.”

 

Truffe dei Maestri [NdT: ho preferito tenere il generico termine Maestri in luogo di Exercitienmeister. Si riferisce in ogni caso all’insegnante di Scherma o di Danza.]

1) Se fanno perdere tempo in danza e scherma ai propri studenti con lunghi esercizi senza dargli ottime istruzioni.
2) Se lasciano che due studenti dalle capacità ineguali si scontrino, col rischio che l’inesperto venga deriso o che riceva qualcosa (una ferita o una cicatrice).
3) Se forniscono agli studenti rapier che sanno essere inappropriate, che si rompono al primo colpo e che possono causare danni non minori a chi le usa, pretendendo di venire risarciti immediatamente.
4) Se, vedendo che due studenti che si affrontano con colpi pericolosi, non intervengono tra i due ma lasciano che uno dei due (che probabilmente odiano) venga ferito.
5) Se sono schermitori da giochi o da tornei [NdT: J.P.K. rende l’originale con “show-fencers or prize-fencers” in inglese.] che non comprendono la vera scherma, ma comunque si fanno chiamare Maestri.
6)  Se dichiarano i propri passi di danza essere dell’ultima moda, appena portati da Parigi, senza sapere che sono già stati usati in Germania per diversi anni.
7) Se non si curano dei propri studenti nella danza, dei corretti Cadence, Pas e Contretemps [NdT, in francese nel testo], o dei costumi della danza, ma li trattengono a fare lezioni con loro perché si “perfezionino” nell’arte della danza.
8) Se in un teatro, quando devono ballare a una commedia o a un’opera di fronte a personalità importanti o a ospiti stranieri, fingono un salto sfortunato mettendo in scena un infortunio, così che gli spettatori diano mance più generose per commiserazione.
9) Se incoraggiano i propri studenti a tenere numerose feste, così che abbiano [i Maestri truffaldini, NdT] la possibilità di attirare nuovi studenti a tali feste.

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TaurHEMAchia 2014

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Questo articoletto deve intendersi come un breve notiziario. Un po’ troppo tardi, forse, voglio segnalare un torneo HEMA in quel di Torino che è alla sua seconda edizione: TaurHEMAchia, organizzato dall’ASD “La Sala Delle Armi”:
Non ho avuto, ahimé, la fortuna di partecipare alla prima edizione e non potrò partecipare a questa, ma mi sembra d’uopo segnalarlo e soprattutto spiegare cosa mi piace, e molto, di questo torneo.

Le regole sono riassunte in questo video. È stato realizzato per la prima edizione, ma buona parte di queste regole sono rimaste invariate.

 

Dopo ogni colpo il gioco si ferma. Alcuni potrebbero ritenere questa un’ovvietà, ma non lo è: in alcune competizioni gli atleti proseguono a darsene senza sosta finché non scade il tempo, e all’arbitro e giuria è dato il – a quel punto quasi impossibile – compito di determinare con ottima precisione chi ha dato cosa a chi.
Ogni locazione vale 1 punto. Qui so che molti storcono il naso. L’obiezione che di solito si fa a questa regola è che rende il duello non realistico perché i colpi in testa sono più letali che nel torso, i quali sono più letali che negli arti. A me invece la regola piace, perché permette di implementare il concetto base della Scherma, colpire senza essere colpiti. Ho visto competizioni in cui tutti, TUTTI scoprivano tutto tranne la testa per poter arrivare alla testa. Non è bello, e non è Scherma. Scherma non è prenderne di meno, è andare a casa puliti.
Si arriva a 6 punti o alla scadenza del tempo. Sei tocchi per combattimento è un ottimo numero. Permette di recuperare le classiche sviste madornali che si fanno all’inizio di un duello contro un avversario il cui stile è molto diverso dal nostro, ma è un numero abbastanza contenuto da permettere di sostenere diversi scontri in brevi lassi di tempo.
Il colpo doppio è penalizzato.
Come sopra, questa regola contribuisce a ripulire i combattimenti dal bruttissimo “ti offro il braccio per arrivare alla testa”. Ottima cosa.
Le protezioni sono adatte: non troppo scarse, non troppo eccessive.
Non occorre ricoprirsi di equipaggiamento antisommossa in ogni centimetro del corpo. Le protezioni previste per questo torneo sono ragionevoli. Sebbene io… Non possa biasimare chi impone pesanti protezioni per tornei HEMA, perché come sempre “non sai chi hai davanti” e le ambulanze è meglio farle stare ferme. Troppo è meglio che troppo poco quindi, di solito, ma in questo caso siamo al punto giusto.

Per concludere, i link sono questi: il sito ufficiale, la pagina dedicata al torneo sul sito de “La Sala Delle Armi”, la pagina Facebook e l’evento su Facebook. Mi spiace di averlo segnalato tardi: la scadenza per iscriversi è il 10 Settembre!

A chiunque vada, buon torneo! A tutti gli altri, alla prossima!

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Le 4 cose che il Fantasy ha insegnato

Tutti i praticanti di Scherma e tutti i rievocatori hanno avuto, ci posso scommettere, contatti con il Fantasy. E tutti sanno che il Fantasy lavora di fantasia, come ovviamente dice il nome stesso. Molte persone con cui ho discusso – e talvolta litigato – sostengono che in un mondo di fantasia non occorre che ci sia logica, perché è per l’appunto di fantasia; ho tentato, spesso invano, di spiegare che è una delle differenze tra un buon libro/film/videogame e uno cattivo. Il motivo è che tramite un’opera di fantasia che conserva una buona logica interna (magari pur comprendendo magia/mostri/cazzi a mazzi) si ottiene la sospensione dell’incredulità, fondamentale per un buon Fantasy e della quale non mi soffermo a parlare, perché sono già all’interno di una digressione e questo non è, dopotutto, un articolo che parla della narrativa.

In questo articolo voglio commentare alcune delle nozioni riguardanti Scherma e armi che il Fantasy ha insegnato alla gente come corrette nel corso degli anni; mi concentrerò sulle cose che si vedono nel Fantasy ma che la gente crede vere anche storicamente e nella pratica. Chi tira di Scherma e ha un po’ d’esperienza nel maneggio delle armi si sentirà bruciare dietro gli occhi leggendo questa lista.

Il principale responsabile.

Il principale responsabile.

 1. Le asce sono grandissime e pesantissime e all’impatto fanno un sacco di danni.

Comodissima e perfettamentte proporzionata.

Comodissima e perfettamente proporzionata.

Tutti i guerrieri Fantasy che usano un’ascia (di solito il nano o l’orco, o razze simili) portano questo assurdo tipo di arma: la padella. Bipenni o meno – dell’assurdità della bipenne ne parlerò in altra occasione – l’ascia nel Fantasy deve essere mostruosa e grande al punto di essere impossibile da portare con sé in modo pratico. E spesso, forse perché traspongono direttamente da videogiochi e illustrazioni, si vede gente fare LARP e ahimé anche rievocazione con affari enormi e inutilizzabili.

L’equazione più peso uguale più danni funziona, e non lo metto in dubbio. Il punto qui è il rapporto tra danni e maneggevolezza. Voglio un’arma che contemporaneamente metta a segno colpi tali da menomare o uccidere e che sia veloce in modo ragionevole, in modo da gestire le situazioni caotiche che il più delle volte si vengono a creare in un campo di battaglia. Le vere asce erano così:

Teste d'ascia dell'Età del Bronzo, accanto ad alcune punte di lancia. Rinvenute nel Suffolk.

Teste d’ascia dell’Età del Bronzo, accanto ad alcune punte di lancia. Rinvenute nel Suffolk.

Questo esempio è dell’Età del Bronzo, ma in epoche più recenti la sostanza non cambia. Sono piccole. E sono così piccole perché devo usarle per uccidere persone, non per tagliare alberi: quindi l’attrezzo che vado a realizzare sarà diverso in molte caratteristiche. È una regola da evidenziare e ricordare: le armi possono essere ispirate da attrezzi da lavoro, ma non significa che gli attrezzi da lavoro vadano bene come armi. Usi diversi implicano caratteristiche diverse.

2. Il Buckler è un piccolo scudo che si può fissare all’avambraccio, così da avere due mani libere.

Laddove il mito numero 1 potrebbe essere comprensibile a chi un’ascia non l’ha mai maneggiata, questo mi ha sempre messo in difficoltà. Non riesco a capire da dove può essere arrivato,  anche se so che si è diffuso a causa del regolamento di D&D.

Il Buckler (in italiano Brocchiero o Boccoliere, come volete) è un piccolo scudo, rimasto in uso per moltissimo tempo in tutta Europa. Va impugnato nella mano sinistra. Solo utilizzato così rivela la sua vera utilità. Molti “profani” della scherma mi hanno detto, vedendolo per la prima volta “ma a cosa può mai servire uno scudo così piccolo? Non copre quasi nulla!” ma il vero vantaggio sta nella rapidità con cui può essere spostato, per deviare un colpo avversario, coprire una zona critica (spesso mano, polso o avambraccio destro) e attaccare. Più di ogni altro scudo il brocchiero è a tutti gli effetti un’arma. Non capisco per quale motivo si dovrebbe legare al braccio, tanto più che a quel punto tanto vale mettersi il cannone d’avambraccio. È la pezza d’arme che copre l’avambraccio e, ovviamente, alla bisogna si comporta molto meglio di un brocchiero… Legato.

Poi tra chi fa LARP si arriva a vedere qualcosa del genere.

L'Arciere Blindato. Chissà come mai nel Medioevo non c'hanno pensato.

L’Arciere Blindato. Chissà come mai nel Medioevo non c’hanno pensato.

Non siate lui. Vi prego.

3. Le spade a due mani sono lente perché sono pesantissime, ma fanno un sacco di danni.

Gatsu da giovane, con la spada piccina. Poteva mancare lui?

Gatsu da giovane, quando usava ancora una spada piccola. Poteva mancare?

Ok, per questa prendo il buon Gatsu come mascotte. Per chi conosce la trama di Berserk: ho scelto appositamente una foto di lui da giovane, poiché Kentaro Miura ha spiegato, a seguito delle insistenti domande dei fan, che Gatsu riesce a maneggiare l’Ammazzadraghi per via dell’aura nera. D’accordo, ma l’arma che usava da quindicenne è scioccamente gigantesca anche per uno Schwarzy del 1975.

Laddove questi sono fumet manga, purtroppo ho parlato con gente convintissima che alcuni spadoni a due mani pesassero 10, 15, anche 20 chili mi è stato detto. Affari assolutamente inutilizzabili. Per dare un’idea, questa è probabilmente la più grande spada che secondo la storia è stata usata davvero in battaglia. La spada di Pier Gerlofs Donia, del quale certamente parlerò in futuro:

piergerlofsdonia

Questa foto è stata scattata al museo Fries di Leeuwarden nel 1953, e l’arma è alta 2 metri e 15 centimetri. Quanto pesa? Questa, la più enorme arma che sia stata – forse – davvero usata pesa 6,6 chili. Capite da soli quali dimensioni prende un’arma da 10 chili, senza considerare nemmeno quelle da 15 o da 20.

In definitiva, come nel caso dell’ascia: molto peso significa molti danni, certo, ma questo non vuol dire che devo portarmi appresso un’arma che mi impedisce di fare… Praticamente qualunque cosa. Una spada a due mani forgiata bene è tutto tranne che lenta. Numerosissimi video lo dimostrano, eccone uno.

 4. Le armature sono pesantissime e rallentano moltissimo chi le indossa. Per battere qualcuno in armatura basta essere veloci.

Volete un fazzolettino?

Volete un fazzolettino?

Qualcosina sulle armature, via. Questa è una cosa che ho sentito spessissimo: l’armatura che dà uno svantaggio terribile perché, essendo che rallenta i movimenti, vengo fregato da qualcuno più veloce di me.
Ora, bisogna tener conto dei vari tipi di armatura che esistono, che non sono pochi. È già abbastanza sciocco parlare di “armatura” senza specificare altro. Ma la domanda è: quanto deve essere fatta male un’armatura perché gli svantaggi che dà superino i vantaggi?
Ho fatto poca esperienza personale con cotte di maglia, ho pratica invece con armature cinquecentesche. E posso dire che in uno scontro tra due tizi, uno leggero e l’altro in armatura dei primi del ‘500, anche se l’armatura fosse non a misura e anche se fosse una riproduzione moderna non a livello dei capolavori del tempo, scommetterei un bel pacco di soldi sul tizio che s’è portato l’armatura.
La risposta è quindi “molto male”. Nella storia, chiunque facesse il mestiere delle armi e non fosse direttamente fornito da un signore investiva i primi soldi in parti d’armatura. Perché, maledizione, è quello che ti fa restare vivo.

Riguardo alla lentezza, questo è un ottimo video d’esempio.

 

Quest’articolo d’Agosto termina qua. Spero di potervi deliziare presto con cose più serie, anche se di mezzo c’è la sessione d’esame di Settembre. A presto!

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I.33

Il monaco che compare nel folio 1v, dove viene nominato Lutegerus, che alcuni ritengono essere l'autore.

Il monaco che compare nel folio 1v, dove viene nominato Lutegerus, che alcuni ritengono essere l’autore.

Autore: sconosciuto, ma molti ritengono che sia da identificarsi con Lutegerus, latinizzazione di Liutger, monaco che viene citato nel testo.
Data di stesura dell’originale: impossibile da determinare, ci si rifà alla datazione del codice (vedi sotto).
Scuola: medievale tedesca.
Tipo: manoscritto.
Discipline trattate: spada e brocchiero.

Un solo codice noto:

Titolo: non riportato sul manoscritto. Gli sono stati attribuiti moltissimi titoli. I.33 (spesso letto “I-trentatrè”, più correttamente “uno-trentatrè”, ancora più corretto “primo-trentatrè”), codice Walpurgis (in riferimento a un nome che compare nel folio 32v), London Tower Fechtbuch, Manoscritto della Torre di Londra (per la sua lunga permanenza nella stessa), Royal Armouries Ms. I.33 (perché fu in catalogo alla Royal Armouries), British Museum No. 14 E iii, No. 20, D. vi.
Data di stesura: sconosciuta. C’è un generale consenso nel datare il codice tra il 1280 e il 1320.
Lingua: latino medievale, con diversi termini schermistici riportati in tedesco nel testo.
Formato: inchiostro su pergamena rilegata, illustrato con colori ad acqua.
Pagine: 
32 folia. Si suppone che vi siano alcuni folia mancanti. Da come sono organizzate le diverse sezioni del trattato, potrebbero essere anche 8.
Luogo: Museo dell’Armeria Reale di Leeds, Leeds, West Yorkshire, Inghilterra.

Il più antico trattato di scherma europea mai ritrovato. L’I.33 è il solo documento che ci consente di gettare luce su cosa fosse l’arte delle armi nel Duecento (almeno, nel Duecento tedesco). Presenta una struttura a immagini didascaliche, tipica del periodo e caratteristica anche dei trattati medievali italiani – benché posteriori – di Fiore e Vadi. Le figure non sono di buona qualità: mostrano una conoscenza della prospettiva approssimativa, e vi si vedono alcuni errori anatomici molto banali.

Fonti

Voci enciclopediche: Wikipedia (italiano, inglese), Wiktenauer (inglese), Scrimipedia (italiano).

Scansione a colori (PDF): Major Militia.

Scansione a colori in risoluzione 600×800 (singole tavole): Wikimedia Commons.

Abbiamo poi un articolo della TheArma in inglese che riporta le tavole del trattato in bianco e nero.

Traduzione italiana: a cura di Giovanni Rapisardi, e (con un commento) a cura del gruppo Media Ætas (versioni in PDF).
Vi è poi un progetto di traduzione e analisi ben curato condotto da Giorgio Fonda delle Septem Custodie.

Bibliografia

Bibliografia in italiano

Andrea Morini e Riccardo Rudilosso, “Manoscritto I.33″, Il Cerchio Iniziative Editoriali, 2012.

Bibliografia in inglese

Jeffrey L. Singman (ora Forgeng), “The medieval swordsman: a 13th century German fencing manuscript”, in Royal Armouries Yearbook 2, pp. 129-136, 1997.

Jeffrey L. Forgeng, “The Medieval Art of Swordsmanship, A Facsimile & Translation of the World’s Oldest Personal Combat Treatise”, in collaborazione con la Royal Armouries at Leeds, The Chivalry Bookshelf, 2003; ISBN 1-891448-38-2.

Paul Wagner & Stephen Hand, “Medieval Sword And Shield: The Combat System of Royal Armouries MS I.33″, The Chivalry Bookshelf, 2003; ISBN 1-891448-43-9.

Stephen Hand, “Re-Interpreting Aspects of the Sword & Buckler System in Royal Armouries MS I.33”, in Spada 2: Anthology of Swordsmanship, pp. 91-109, The Chivalry Bookshelf, 2005; ISBN 1-891448-35-8.

Forgeng, Dr. Jeffrey L. “The Illuminated Fightbook Royal Armouries Manuscript I.33″. Extraordinary Editions, 2012.

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